122 Prof. Giovanni Bozzetti Articoli
5 ottobre, 2020

Italia ed Emirati Arabi Uniti nell’ambiente

Sono lieto di aver partecipato la scorsa settimana al webinar promosso e organizzato da Confindustria Cisambiente, insieme all’Ambasciata italiana negli Emirati Arabi Uniti, dal titolo “Italia ed Emirati Arabi Uniti nell’ambiente” che ha visto presenti esponenti delle Istituzioni emiratine che si occupano delle questioni riguardanti la gestione delle problematiche correlate all’ambiente, come il direttore generale di Tadweer di Abu Dhabi, il Dottor Salem Al Kaabi; il Responsabile dell’Area Gestione dei Rifiuti del Ministero del Cambiamento Climatico e dell’Ambiente, l’Ingegner Rabaa Ibrahim Al Awar e i tre maggiori dirigenti della Municipalità di Dubai, gli Ingegneri Talib Julfar (Ceo Settore Servizi Infrastrutturali), Alya Abdulrahim Al Harmoodi (Direttore Dipartimento Ambientale) e Adbulmajeed Saifaie (Dipartimento Gestione Rifiuti).

Personalmente sono orgoglioso della costituzione, avvenuta ormai quasi un anno fa, di B&A Waste Management Co. LLC, risultato della Joint Venture operativa tra Bee’ah Sharjah Eviroment Co. LLC (la maggiore azienda a occuparsi di waste management negli Emirati Arabi Uniti) e Ambienthesis Middle East DMCC (società di diritto emiratino controllata per il 100% da Ambienthesis S.p.A.). Questa realtà si è impegnata a svolgere attività in tutti i maggiori settori della gestione del rifiuto: dalla gestione dei rifiuti industriali liquidi e solidi (compresi quelli pericolosi), al trattamento dei rifiuti radioattivi; dalle bonifiche ambientali alla progettazione (e conseguente costruzione e gestione) di impianti di discarica. L’esempio di B&A è utile per rendere evidente l’attuazione del processo di internazionalizzazione all’interno di Ambienthesis, ma anche per mostrare come la nostra azienda sia a tutti gli effetti riconosciuta come il principale operatore nel settore della gestione integrata dei rifiuti industriali e delle bonifiche ambientali. L’ampliamento del business nell’area geografica dei GCC Countries è stato un passo rilevante e di strategica importanza in seno, appunto, a questo processo di esportazione del Made in Italy all’estero. Inoltre, come Presidente dell’Area Sviluppo Estero e Normativo EU, ci tengo a sottolineare che questa nuova forma di Made in Italy, nonostante sia diversa rispetto ad altre, ben più conosciute, come la moda, il design, il food o l’automotive, deve essere comunque annoverata tra le nostre eccellenze italiane: ossia il Made In Italy ambientale, che trova un’egregia rappresentazione in tutte quelle aziende che operando profittevolmente nel settore ambientale si occupano anche di esportare all’estero le nostre migliori innovazioni e le tecnologicamente avanzate dinamiche in termini di economia circolare e di sostenibilità ambientale. Se tramite l’esportazione della nostra expertise in materia ambientale riusciamo, poi, a farci strada nel Middle East, saremo in grado nel futuro di sancire sempre più una solida alleanza con questi Paesi e ciò costituirà allora solo il punto di partenza per una più proficua relazione d’affari e di amicizia tra Italia ed Emirati.

Del resto, anche da altri settori, arrivano incoraggianti input che ci mostrano come l’affiatamento dei rapporti internazionali si stia consolidando ed è il caso, ad esempio, di Intesa San Paolo che è presente sul territorio emiratino come unica banca italiana con la licenza di operare in valuta locale avendo anche siglato un accordo con il Ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, per il sostegno alle piccole e medie imprese che vogliano aprirsi al mercato locale. Al webinar, infatti, era presente anche il Dottor Pietro Calugi, General Manager della filiale di Abu Dabi per Intesa San Paolo, che ha sottolineato con orgoglio questo dato.

Dal dialogo scaturito con i rappresentanti delle Istituzioni degli Emirati, si è reso altresì chiaro quali siano le enormi opportunità in grado di emergere nel Paese in riferimento alla raccolta, al ciclo integrato di smaltimento, al recupero e al riciclo dei rifiuti (industriali e urbani). Senza contare poi tutto il comparto delle bonifiche ambientali, del riutilizzo e della diminuzione del consumo dell’acqua, tematiche altrettanto cogenti per questi Paesi, tanto da aver costituito lo spunto per presentare i piani strategici in materia di protezione ambientale per il prossimo futuro (fino al 2030) illustrando gli ambiziosi obiettivi prefissati. Di questi ultimi anche l’Ambasciatore Italiano negli Emirati Arabi S.E. Nicola Lener, si è detto assolutamente contento sottolineando quanto gli Emirati Arabi siano importanti come esempio e punto di riferimento per tutti gli altri Paesi del Medio Oriente, dell’Africa e del Sud Est asiatico e quanto sia perciò importante per l’Italia avviare un processo di permeazione del territorio che non sia saltuario o di breve durata, quanto piuttosto continuativo e in ottica di prospettive future di cooperazione e collaborazione.

Alla luce di quanto detto sin qui, è stato un incontro davvero stimolante e proficuo che va letto in seno all’attività che da anni stiamo portando avanti affinché ci si possa aprire sempre di più all’esportazione di un modello di eccellenza della gestione del rifiuto che ci rappresenta in Italia e sarebbe bello ci rappresentasse sempre più anche all’estero. Lo scorso autunno, quando ho organizzato con Efg Consulting il primo Italy – UAE SME’s Business Forum a Milano, il Ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, Adeeb Al Afifi, si era già dimostrato desideroso, insieme alla sua delegazione di imprenditori emiratini, di trovare aziende partner italiane, e aveva affermato che quello era «il primo passo in Europa», dicendosi altresì «particolarmente soddisfatto dell’elevato numero di aziende italiane che dimostrano interesse per il nostro mercato, le nostre Pmi presenti sono disponibili per accordi di partnership. Essere presenti negli Emirati Arabi Uniti significa come minimo aprire le porte del mercato del Medio Oriente; ma grazie alla posizione strategica, equidistante tra Europa, Asia e Africa, si può andare anche oltre»[1]. A un anno di distanza mi sento perciò orgoglioso dei risultati ottenuti finora, nonostante l’anno difficile che si è dovuti affrontare a livello globale.

Credo fermamente che se saremo uniti e lavoreremo insieme, potremo certamente vincere qualunque sfida e potremo consegnare alle future generazioni un mondo migliore che è stato costruito avendo sempre ben presente un nodo fondamentale: preservare il più possibile il nostro prezioso Pianeta.