1368 Prof. Giovanni Bozzetti Articoli
16 luglio, 2018

Milano, sulla scia di Expo, abbraccia sostenibilità e crescita economica

Milano in termini di mobilità sostenibile è la prima città d’Italia. Questo il risultato del rapporto “Living. Moving. Breathing. Ranking of 4 major Italian cities on Sustainable Urban Mobility” realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace e diffuso in questi giorni dall’organizzazione ambientalista. Altre città italiane incluse nel rapporto sono Torino, Roma e Palermo, tutte analizzate attraverso 21 diversi indicatori, sintetizzati in 5 parametri: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva. Staccandosi nettamente dalle altre tre il risultato di Milano dimostra come la città, nonostante sia ancora lontana dalla perfezione, abbia intrapreso un percorso di trasformazione della propria urbanistica ed un miglioramento, di conseguenza, della qualità della vita dei suoi cittadini anche attraverso l’importante aspetto della mobilità. Lo studio, nato inizialmente per mettere a confronto 13 città europee in  materia di sostenibilità dei trasporti, evidenzia, però, come la mobilità sostenibile sia un progetto concretissimo anche nel nostro Paese dove, non tra poche difficoltà, si fa strada attraverso innovazioni importanti per superare la caotica mobilità privata. In chiave ecologica la mobilità sostenibile, come afferma anche Greenpeace, ha un obiettivo chiaro: “Quello di superare quanto prima la mobilità privata a motore, un sistema fossile che danneggia il clima e peggiora drasticamente la vita nelle nostre città.”

Ma per abbandonare i mezzi privati i cittadini avrebbero bisogno di maggiori percorsi pedonali e ciclabili connessi con sistemi di mobilità condivisa e con il trasporto pubblico, cosa che ancora tarda ad arrivare. Una rete di mobilità sostenibile, a mio avviso, può nascere solo dall’integrazione di tutte queste diverse opzioni di viaggio. Non basta, infatti, potenziare un solo aspetto dello spostamento cittadino se poi questo non riesca ad essere anche collegato ed integrato adeguatamente con gli altri mezzi a disposizione dei cittadini. In generale le città italiane mostrano tassi di mobilità attiva, uso della bicicletta e spostamenti pedonali, molto più bassi di quelli di altre città europee e un livello di sicurezza stradale molto lontano dagli standard di altri centri urbani del Continente. Il risultato di Milano, però, si affida proprio alle buone performance in materia di trasporto pubblico e mobility management, ossia quell’insieme di misure e provvedimenti che hanno l’obiettivo di disincentivare l’uso del mezzo privato, attraverso politiche di gestione del territorio e del traffico, divieti e strumenti finanziari. Tra le tante iniziative intraprese quelle più note riguardano proprio mobilità e arredo urbano: le nuove aree verdi, il potenziamento dei trasporti pubblici, le nuove aree pedonali e i servizi di car sharing e bike sharing hanno reso la città più bella, attrattiva ed ospitale. Da sempre centro nevralgico della moda e della finanza, Milano, forte del successo di Expo e dei finanziamenti pubblici e privati che lo hanno accompagnato, è oggi, a mio avviso, la città più internazionale d’Italia.

Una prima svolta la città l’ha avuta, infatti, proprio nel 2015, quando si è concretizzato il successo di Expo, un evento che ha saputo promuovere la città e l’intera Regione in tutto il mondo. E ora, quella stessa area che lo ha ospitato “rischia” di fare, letteralmente, da terreno fertile per una qualche nuova pietra miliare nella storia della città (tra i vari progetti discussi vi è infatti quello dello Human Technopole, il super centro di ricerca che porterà il nostro Paese nell’élite mondiale della scienza). Arriveranno poi, sempre sul territorio che ha ospitato Expo, altre attività destinate a produrre valore. Milano, infatti, grazie ad Expo ha accresciuto notevolmente la propria Brand awareness e Brand perception ed è sempre più protagonista per capacità di attrazione, non solo di flussi di investimento e di turismo, ma anche di startup, che nella metropoli lombarda hanno una densità doppia rispetto al Settentrione e tripla rispetto alla media italiana: nel 2013 erano 217 le start up innovative, nel 2016 erano salite a circa ottocento. La città si configura così non solo più giovane, ma anche più internazionale e più smart, aperta sia all'innovazione tecnologica sia alle nuove forme del lavoro, in particolare alla di sharing economy.

La metamorfosi della capitale lombarda, dedicando particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, come già detto, si basa, infatti, proprio sulla spinta all’internazionalizzazione e all’innovazione, che oggi rappresenta un elemento indispensabile di vantaggio competitivo per tutte le imprese. C’è bisogno dello sviluppo di una grande cooperazione pubblico-privata tra i soggetti che operano nella città: istituzioni, imprese e società civile. L’imprenditore, oggi, non può più essere, infatti, solo un operatore economico, ma deve prendere spunto e ispirazione anche dalle piccole aziende da cui può derivare un contributo straordinario. Sotto questa luce, Milano si qualifica come luogo privilegiato in cui potenziare il network tra imprese perché qui il tessuto delle piccole è integrato in un sistema di numerose medie imprese, di 3.600 multinazionali estere e di 90 grandi imprese con fatturato sopra il miliardo di euro, un numero record anche rispetto ai benchmark europei. L’ultima analisi del centro studi di Assolombarda identifica, infatti, il 2017 come anno di espansione sia per la Lombardia, con un PIL stimato in aumento del +1,8%, sia per Milano, la cui crescita è stimata al +1,9% (e pari nel quadriennio 2014-2017 a +6,2% , ossia quasi due volte il ritmo dell’Italia). Numeri spettacolari e riassumibili in uno: Milano è la quarta economia europea per crescita: è viva, è laboriosa, si rinnova sempre.

Non tralasciando i cambiamenti climatici e l’ambiente ma, anzi, contrastando l’inquinamento atmosferico. Interessante, a tal riguardo, l’adozione in questi giorni del PAES – Piano d’azione per l’energia sostenibile, per diffondere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia nei diversi settori delle attività umane, dal residenziale alle industrie, dagli impianti di pubblica illuminazione alla rete di trasporti. Sensibilizzare i cittadini nei riguardi di strategie sostenibili per la riduzione dei consumi, e spingerli, quindi, a prediligere fonti di energia pulita, risulta ormai indispensabile, e i piani di tipo politico costituiscono certamente uno degli strumenti maggiormente efficaci a tale scopo. La Città di Milano e la Regione Lombardia, dunque, si muovono in una precisa direzione, sperando che tale percorso, di concerto a quelli intrapresi dalle altre grandi città europee e del mondo, possa servire da esempio per altre aree urbane in cui la cultura della sostenibilità ambientale non riceve ancora la giusta attenzione.

L’EXPO ha rappresentato per Milano e per la Regione una straordinaria spinta verso l’internazionalizzazione, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico che costituiranno traino essenziale per l’intero Paese.

Giovanni Bozzetti