448 Prof. Giovanni Bozzetti Articoli
7 giugno, 2019

Dall’Antartide a Milano, le iniziative per sensibilizzare sulla plastica monouso

L’anno che è da poco iniziato sarà ricordato come quello in cui la lotta alla plastica accelererà, dall’Italia, al resto del mondo. Dal primo gennaio 2019 nel nostro Paese, il primo nell’Unione europea a bandirli, è di fatto vietato vendere Cotton fioc non biodegradabili e compostabili. Continua così la lotta all’inquinamento da plastica iniziata già nel 2011 con il bando ai sacchetti per la spesa non biodegradabili, e proseguita nel 2018 ai sacchetti per l’ortofrutta. Dal primo gennaio 2020 al bando finiranno anche le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente. Si tratta di minuscoli granelli di plastica che finiscono nei fiumi e nei mari, vengono mangiati dagli animali che lì vivono e, attraverso la catena alimentare, finiscono sulle nostre tavole. Dal 2021, poi, l’Unione europea ha deciso che saranno vietati un serie di oggetti in plastica usa e getta non biodegradabile: posate e piatti, cannucce, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso, bastoncini di cotone per i prodotti dell'igiene tipo cotton fioc, bastoncini per palloncini e prodotti in plastica oxo-degradabile. Quella contro la plastica, con i danni disastrosi che produce all’ambiente, in particolare a quello marino, è una battaglia epocale ed è solo iniziata, ma ha già dato i primi incoraggianti risultati e promette di diventare una causa che vede i governi e la sensibilità dei cittadini dalla stessa parte. Parliamo di un consumo che, secondo l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa) si aggira intorno ai 100mila sacchetti all’anno solo in Europa, di cui una parte finisce in mare e lungo le coste. La Commissione europea ha fatto sapere di essere al lavoro per introdurre nel giro dei prossimi mesi una tassa comunitaria sulla plastica e, nel frattempo, ha varato la nuova strategia per ridurre l’uso di questo materiale: entro il 2030, tutti gli imballaggi di plastica dovranno poter essere riutilizzati o riciclati e l'utilizzo delle microplastiche dovrà essere drasticamente ridotto. Senza aspettare la data ultima per il ritiro dal mercato di certi prodotti il nostro Paese vuole mantenersi all’avanguardia sulle plastiche e già ultimamente sui giornali si susseguono notizie riferite a tante e diverse iniziative a sostegno della riduzione di plastiche monouso sia in Italia sia fuori, addirittura a centinaia di km dalle nostre terre e mari.

L'inquinamento microplastico nei fiumi e negli oceani è, infatti, ormai noto ma un recente studio, pubblicato su Nature Communications, ha mostrato per primo come la microplastica stia finendo oggi in zone remote del mondo, come l’Antartide, non solo portate dall’uomo ma anche dal vento. Ed è proprio in quella zona che la stazione italiana “Mario Zucchelli” è diventata un modello "virtuoso" di gestione dei rifiuti, grazie ad un sistema che permette di differenziare, classificare e riutilizzare i rifiuti prodotti basandosi sulla raccolta differenziata di plastica, vetro, cartone, rame, acciaio e residui organici. Lo smaltimento, poi, avviene in Italia ogni 2 anni grazie ad una nave messa a disposizione dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartiche (PNRA). Per tutelare l’ecosistema antartico è nato così un modello di gestione dei rifiuti all’avanguardia e, soprattutto, replicabile in tutti i centri di ricerca che producono rifiuti urbani e/o speciali. Ritornando nel nostro Paese, poi, primeggia la Puglia come prima regione italiana, e con due anni di anticipo rispetto alla direttiva europea, a vietare l’introduzione di stoviglie, cannucce e sacchetti in plastica sulle spiagge già dalla stagione 2019. Un piccolo grande passo nella lotta contro il marine litter e le tonnellate di rifiuti non biodegradabili che finiscono nei nostri mari, nonché un risultato prezioso per l’equilibrio futuro del nostro ambiente marino. La decisione pugliese va ad aggiungersi ad altre virtuose realtà italiane come la decisione dell’Isola di Ischia e delle Isole Tremiti “al fine di minimizzare l’utilizzo di manufatti in plastica ad uso alimentare in vista della massima riduzione della produzione dei rifiuti, delle emissioni inquinanti e della contaminazione  ambientale” di vietare su tutti i territori comunali l’uso, la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica per rendere le due isole totalmente plastic free. Buoni propositi che si spera vengano seguiti ora da comportamenti corretti da parte sia dei cittadini sia dei turisti, e da adeguati controlli affinché tale ordinanza sia rispettata e questo possa essere un ulteriore passo verso un pianeta più Green ed un mare finalmente libero dai rifiuti. Dal Sud, al Centro fino al Nord Italia la sfida alla plastica monouso continua. In particolare a Milano intanto, qualche settimana fa, è stato lanciato il progetto “plastic free” al fine di sensibilizzare negozianti e ristoratori (si parla potenzialmente di circa 200 esercizi commerciali), affinché rinuncino agli articoli in plastica monouso: piatti, bicchieri, posate, cannucce, sacchetti, bottiglie. I volontari di Legambiente, insieme ad ogni esercente, analizzano la tipologia e i consumi di plastica all’interno di ogni singola attività e propongono così in alternativa l’adozione di prodotti capaci di assolvere al medesimo uso, ma più rispettosi dell’ambiente. Tutti sono chiamati ad accettare questa “sfida” per cui si intravede la possibilità futura di vedere ridotta la tassa sui rifiuti per tutti quei commercianti che prenderanno parte alla campagna Milano plastic free.

L’Italia è il secondo paese europeo produttore di plastica (con circa 6 milioni di tonnellate di prodotti in plastica immessi ogni anno nel mercato) e se per anni si è pensato che il destino di questo materiale dipendesse solamente dalla buona organizzazione di raccolta e separazione dei rifiuti, oggi è chiaro che gli sforzi passati non bastano e che bisogna concentrarsi anche sulla riduzione dell'usa-e-getta e sulla sostituzione delle plastiche a perdere con materiali alternativi. Contrastare tale impatto ambientale rappresenta, pertanto, una priorità per la nostra comunità, individuando innanzitutto soluzioni efficaci e innovative mirate alla riduzione dei rifiuti, in particolare attraverso la loro prevenzione. A tal riguardo cito, ad esempio, il nuovo bando 2019 della Fondazione Cariplo “Plastic challenge” (con scadenza il 23 luglio) volto a sostenere nuove iniziative finalizzate alla riduzione dei rifiuti in plastica monouso al fine di agire sul cambiamento dei modelli di consumo e delle abitudini di acquisto da parte di cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese, e sulla valorizzazione delle filiere di riuso, recupero e riciclo. Sensibilizzare oggi è fondamentale affinché si cambino le abitudini dei consumatori già domani.  

Giovanni Bozzetti