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14 marzo, 2019

Il risparmio energetico, pratica quotidiana alla base della sostenibilità futura

Parafrasando la celebre poesia ermetica di Ungaretti, il primo marzo si è tenuto l’ormai annuale evento “M’illumino di Meno” , giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili che, nell’edizione 2019, è dedicata all’economia circolare. L’iniziativa simbolica e concreta a favore del bene del pianeta e dei suoi abitanti è stata ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio 2 per chiedere ai propri ascoltatori, portandoli ad avere un momento di riflessione collettiva sulle nostre quotidiane responsabilità individuali, di spegnere tutte le luci che non siano indispensabili. Il tema dell’economia circolare è stato scelto affinché si possano non solo ridurre gli sprechi, ma anche riutilizzare i materiali e prolungare la vita degli oggetti che usiamo ogni giorno, poiché le nostre risorse, destinate a consumarsi e finire un giorno, possono invece assumere nuova vita attraverso la loro rigenerazione e conversione in qualcosa di diverso e nuovamente utilizzabile. Dall’inizio della manifestazione il mondo è profondamente cambiato e l’efficienza energetica prima augurata è diventata a tutti gli effetti un tema economico rilevante ed attuale. Grazie all’evento, oggi decine di Musei si organizzano per visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso. Spegnere le luci diventa così un modo per testimoniare ancora una volta il proprio interesse al futuro dell’umanità, parte di un’iniziativa concreta e molto partecipata che ha visto negli anni spegnersi in tutto il mondo piazze, monumenti, palazzi simbolici del Paese, nonché tantissime case di cittadini.

L’evento diventa così una festa degli stili di vita sostenibili che fanno stare bene senza aggravare la situazione del nostro pianeta; l’attenzione per l’ambiente e per le sue attuali condizioni è, infatti, un dovere per tutti senza esclusione alcuna. Ognuno di noi può, e deve, impegnarsi nel fare propria la famosa filosofia delle 3R: Ricicla, ripara e riusa sono, infatti, alcune delle parole chiave dell’iniziativa di quest’anno. Tutto questo serve per tenere il più possibile in circolo le risorse e le materie prime, che non sono infinite. Riciclo creativo o upcycling, swap party, riduzione degli sprechi alimentari e uso consapevole della plastica sono solo alcune delle possibilità con cui rendersi protagonisti di questa iniziativa. E così alla fine anche il gesto di spegnere le luci diventa un modo per accendere “simbolicamente” i riflettori sull’attuale emergenza ambientale in cui versa la nostra Terra ripensando a quanto i nostri consumi incidano in grande numero sulle risorse limitate del nostro pianeta.

Sempre sul tema energetico, qualche giorno fa a Milano, si è svolta la seconda edizione del “Digital Energy Report”. Molto si parla, infatti, anche nel nostro Paese di Smart City ma, almeno qui, la realtà è ancora ben lontana dal potersi dire consolidata. Le nostre città si stanno sempre di più evolvendo verso un modello che punta sulla digitalizzazione di molti dei trend che negli ultimi anni han­no caratterizzato il panorama ener­getico italiano europeo e mondiale. Tra questi troviamo sicuramente quello delle rinnovabili e della generazione distribuita che, soprattutto nel caso degli impianti fotovoltaici, ha permesso di sviluppare il cosiddetto paradigma prosumer nei vari livelli del contesto urbano. Auspicando una netta diminuzione dei costi legati ad un possibile investimento economico in queste tecnologie è verosimile pensare ad un rafforzamento e potenziale crescita di questi impianti nel prossimo futuro. Quando ciò avverrà potremo assistere finalmente ad un passaggio per la rete elettrica da un funzionamento unidirezionale, caratterizzato da una pro­duzione centralizzata, a un modello «smart grid», caratterizzato da flussi di energia bidirezionali. Qui, più che in altri ambienti simili, entrano in uso quegli strumenti come gli smart meter che rendono possibile una più completa digitalizzazione della rete elettrica al fine di prevedere meglio quelli che sono i carichi, soprattutto a livello residenziale, permettendo una miglior gestione degli impianti di ge­nerazione e delle reti di distribuzione. Smart meter che sono imprescindibili anche per un altro importante trend che influenza la nostra rete elettrica per quanto riguarda l’incremento della domanda nazionale di energia elettrica: l’e-mobility. La mobilità urbana si sta, infatti, evolvendo non solo verso le autovetture elettriche, ma anche verso quei nuovi servizi per i cittadini che introducono pratiche di mobility sharing, che favoriscono il passaggio da un modello di trasporto fortemente caratterizzato dall’utilizzo di mezzi privati ad uno inve­ce basato sull’utilizzo di mezzi pubblici e di mezzi condivisi per quanto riguar­da il trasporto all’interno della città.

La città si sta trasformando, quindi, e la richiesta di elettricità assume un valore sicuramente più importante di ieri. Non sono da meno neanche le varie soluzioni nell’ambito del building che a loro volta stan­no evolvendo verso una configurazione più smart, adottando soluzioni di efficienza energetica e di intelligent building volte ad ottimiz­zare quello che è il comfort abitativo e la gestione dei consumi energetici. E così il living che ha a che vedere con gli edifici e le infra­strutture di illuminazione pubblica; il mobility che riguarda le soluzioni e le infrastrutture per la mobilità; ed infine l’environment che riguarda la produzione di energia, le infrastrut­ture di rete e la gestione dei rifiuti diventano i nuovi punti di riferimento per lo sviluppo delle Smart City del futuro, fortemente ed intrinsecamente legate proprio allo sviluppo delle tecnologie digitali, nonché all’aumento del fabbisogno energetico di cui avranno bisogno per sopravvivere ed evolversi. Risparmiare oggi, quindi, ed invogliare i cittadini ad intraprendere uno stile di vita più sostenibile è importante anche e soprattutto per le sfide future che l’evoluzione delle nostre città richiederanno.

Giovanni Bozzetti